Blueprint 1.6.1 // guida d'uso

Querymantic

Blueprint
capire la domanda, prima di scriverla

Trasforma un export di keyword in una mappa della domanda reale dietro le risposte AI. Offline, deterministico, ogni numero risale alla sua riga.

Demand intelligence. Offline. Provable.
software 0.2.0 documento Blueprint 1.6.1 per Claude Code e Cowork querymantic.com

A cura di

Mario Montanari

Operational AI Consultant and Incubator. Costruisce e mette in produzione sistemi e agenti AI per aziende e PMI. Trent'anni nel digitale dal 1995, attraverso ogni onda del web, dai primi algoritmi di ranking ai modelli generativi di oggi. Technical SEO, GEO e AEO. Autore di Querymantic e del motore keyword-intelligence su cui poggia.

Punto di partenza

Cos'è Querymantic in tre righe

Tu lasci nello spazio di lavoro i tuoi export di keyword. Querymantic li legge, esegue un'analisi deterministica e scrive un solo file strutturato su cui costruire. Non fa nessuna chiamata esterna e non carica niente a runtime: niente API, niente account, niente telemetria.

Legge CSV o TSV da Semrush, Ahrefs, Google Search Console, Moz, Ubersuggest o un CSV generico, e li normalizza in un solo schema. Sopra il motore vendorizzato aggiunge sette moduli di analisi e una guida d'uso pensata per la strategia SEO, GEO e di ricerca AI. Il risultato è run.json, lo stato unico della run, con l'impronta degli input: ogni cifra è riproducibile e verificabile.


Perché ti serve

I vantaggi concreti

Sei motivi pratici per cui Querymantic cambia il modo in cui lavori la domanda, prima ancora di aprire un modulo.

Niente lascia il tuo computer

Offline, nessuna API, nessun account, nessuna telemetria. Analizzi i dati di un cliente senza spedirli a un servizio di terzi.

Ogni numero è difendibile

Stesso file, stesso risultato, e ogni cifra risale alla riga che l'ha prodotta. Davanti a un cliente non porti una scatola nera, porti una prova.

Vedi la domanda invisibile

La raggiera di sotto query a volume zero decide le citazioni AI e resta nascosta agli strumenti classici. Querymantic la porta in superficie.

Lavora con quello che già paghi

Legge gli export di Semrush, Ahrefs, Search Console, Moz, Ubersuggest, SeoZoom o un CSV qualsiasi. Nessun abbonamento nuovo da aprire.

L'analisi diventa un documento da consegnare

Da una sola run escono dashboard, deck, audit Word e fogli Excel brandizzati, pronti per il cliente in pochi minuti.

Italiano di prima classe

Il quinto layer legge l'intento italiano che un motore nato in inglese classificherebbe male, e lo corregge prima dell'analisi.


Il concetto che cambia tutto

Conta la raggiera intera

La ricerca keyword classica cercava la parola grossa da intercettare per prendere il clic. I motori di risposta AI non funzionano così. Quando un utente fa una domanda, il motore la scompone al suo interno in una raggiera di sotto domande, il fan-out, e costruisce la risposta coprendole una a una. Per essere citati dentro quella risposta non serve vincere il termine di testa. Serve coprire la raggiera.

testa vol. 1.300 vol. 0 vol. 0 vol. 0 gatekeeper vol. 0 vol. 0 vol. 0 vol. 0 vol. 2 vol. 0

I tool di keyword ti mostrano la testa. Il motore AI lavora sull'intera raggiera, e quasi tutte quelle sotto query riportano volume zero. È per questo che gli strumenti classici non le mostrano mai.

La regola da non scordare

Se da un export ben pulito restano cinquanta sotto query a volume zero, pertinenti al tema, non sono da buttare. Una per una non valgono niente. Insieme sono la raggiera. Il valore non sta nel volume della singola parola, sta nella struttura che le lega.

Quindi non si filtra l'export per volume prima dell'analisi. Quella coda lunga porta il segnale del fan-out, e va tenuta tutta.


Tre modi per usarlo

Come si parla con Querymantic

Non devi imparare comandi a memoria. Una volta installato il plugin, dentro Claude Code e Claude Cowork basta lasciare un export nello spazio di lavoro e descrivere a parole cosa vuoi.

1. A parole, il modo più semplice

Lasci l'export nella cartella e scrivi cosa vuoi, in linguaggio naturale. La sezione dei prompt qui sotto ne raccoglie una buona scorta, divisi per obiettivo.

Analizza keyword.csv con Querymantic e dammi il quadro della domanda.

2. Con i comandi rapidi

Dentro Claude Code e Cowork due comandi avvolgono la stessa pipeline: /querymantic-analyze per l'analisi e /querymantic-audit per l'audit completo.

3. Da riga di comando

Dalla cartella del plugin, con Python 3.10 o più recente, senza altre dipendenze per il nucleo.

# analizza una cartella di export e scrivi run.json
python scripts/querymantic_run.py run --inputs esport/ --output run.json

# aggiungi gap analysis e split per brand
python scripts/querymantic_run.py run --inputs esport/ --output run.json \
  --client-domain esempio.com --brand-list "esempio,esempio shop"

# rendi i deliverable da una run esistente
python scripts/querymantic_run.py forge run.json --formats html docx

# controlla una run contro il contratto
python scripts/querymantic_run.py validate run.json

Ogni comando con --help elenca tutte le opzioni. I tre sottocomandi sono run, forge e validate.


La cassetta degli attrezzi

Prompt di esempio

Copiali, adattali, incollali dentro Claude Code o Cowork con il tuo export nello spazio di lavoro. Sono in linguaggio naturale: descrivi l'obiettivo, ci pensa il plugin a scegliere i moduli.

0Primi passi, se non hai mai programmato

Niente codice, niente comandi. Trascini il file e parli come parleresti a una persona. Querymantic fa il resto.

Ho un file di parole chiave che si chiama keyword.csv. Cosa puoi dirmi su questo argomento?
Spiegami con parole semplici cosa c'è dentro questo export e da dove conviene partire.
Sono alle prime armi. Guardami questo file e dimmi quali sono i tre o quattro temi principali.
Non so leggere questi numeri. Dimmi quali parole valgono la pena e perché, senza tecnicismi.
Prendi questo file e preparami un riassunto in italiano che potrei mostrare a un cliente.
APer iniziare

Il primo sguardo sulla domanda, quando apri un export nuovo.

Analizza keyword.csv con Querymantic e dammi il quadro della domanda: cluster principali, intenti e dove sono i buchi.
Leggi questo export e dimmi quali intenti dominano e quali cluster valgono la pena.
Normalizza questi tre file in una sola analisi e mostrami il riepilogo del corpus.
BAudit completo

Tutte le lenti in una volta, per una vista a 360 gradi.

Esegui l'audit completo di Querymantic su questo export: copertura del fan-out, prontezza alla citazione, entità, trend di domanda e clic conquistabili.
Fammi l'audit della domanda per il cliente esempio.com, con gap analysis contro il loro dominio e split tra brand e non brand.
CLente per lente

Quando vuoi un solo modulo, mirato.

Sul cluster «rituali di protezione» dammi la copertura del fan-out: quali sotto query copro, quali archetipi mi mancano e quali sono i gatekeeper.
Quanto sono pronto a essere citato nelle risposte AI, cluster per cluster? Dammi la checklist editoriale.
Mappa le entità del corpus e dimmi quali possiedo e quali solo domando.
Con la serie mensile, classifica la domanda: cosa è in crescita, cosa cala, cosa è stagionale.
Stima la banda di clic conquistabili per cluster, così do priorità ai clic veri e non al volume grezzo.
DLingue

Il motore nasce in inglese, la sua lingua principale, e legge bene anche francese, tedesco e spagnolo. Querymantic aggiunge l'italiano come quinta lingua. Con un export non inglese conviene dichiarare la lingua, così l'intento viene letto giusto.

Questo export è italiano: rileva la lingua, riclassifica l'intento italiano e poi dammi il quadro della domanda.
Trova i cluster transazionali e commerciali in italiano che un'analisi inglese mi classificherebbe male.
Questo file è in francese. Tienine conto nella lettura dell'intento e dammi i cluster principali.
Export in tedesco: analizza la domanda e segnalami gli intenti commerciali.
Le parole chiave sono in spagnolo. Dammi il quadro della domanda con gli intenti corretti.
Ho un export misto, italiano e inglese insieme. Separa le lingue e analizza ciascuna come si deve.
ELa coda lunga, il punto che conta

I prompt che ti tengono onesto sul fan-out.

Tieni tutta la coda on-topic, anche a zero ricerche. Togli solo gli omonimi fuori tema, poi passami l'export intero in analisi.
Non scartare le keyword a basso volume: dammi la raggiera completa dei gatekeeper su cui costruire la struttura del contenuto.
FDeliverable per il cliente

Quando l'analisi deve uscire come documento.

Costruisci i deliverable dall'ultima run. HTML e Word bastano.
Genera il deck .pptx e l'audit .docx brandizzati per esempio.com dalla run corrente.
GVerifica e tracciabilità

Per controllare che ogni numero regga.

Apri run.json e mostrami l'impronta sha256 di ogni file di input e i moduli che hanno girato.
Valida questa run contro il contratto e segnalami qualunque problema strutturale.

Le sette lenti

I moduli, in breve

Ogni modulo risponde a una domanda precisa e scrive il proprio spazio dentro run.json. Tutti offline, tutti tracciabili.

01 // copertura

Fan-Out Radar

Il mio cluster copre le sotto query in cui il motore scomporrebbe la richiesta? Trova i gatekeeper e gli archetipi di domanda mancanti. È la lente centrale.

02 // citabilità

Citation Grid

Quanto è pronto questo cluster a essere citato nelle risposte AI? Lo traduce in una checklist editoriale, cluster per cluster.

03 // autorità

Entity Web

Quali entità possiedo davvero e quali solo domando. Mappa l'autorità topica e i buchi di entità da chiudere.

04 // trend

Demand Pulse

La domanda è in crescita, calo, stagionale o piatta. Vuole la serie mensile in input (--series): senza, i cluster tornano unknown.

05 // priorità

Click Ceiling

La banda di clic organici conquistabili per cluster. Dà sempre una banda con un minimo e un massimo, perché un singolo valore mentirebbe sulla precisione. Così la priorità segue i clic veri e non il volume grezzo.

06 // opt-in

Live Wire

Porta dentro i dati osservati da Search Console e le citazioni reali, e confronta il misurato con l'atteso. Spento di default: non gira senza quei dati.

07 // consegna

Output Forge

Trasforma una run nei deliverable per il cliente: dashboard HTML senza script, deck .pptx, audit .docx, workbook .xlsx, tutti brandizzabili. Un formato senza la sua libreria viene saltato e messo a verbale, mai finto.

Sopra le quattro lingue del motore, inglese, francese, tedesco e spagnolo, Querymantic aggiunge l'italiano come quinta lingua: rileva e riclassifica l'intento italiano prima che gli altri moduli girino.


L'ordine giusto

Il flusso in sei passi

Querymantic apre il lavoro e ne disegna la struttura, prima che tu scriva una riga. L'ordine conta.

  1. Rete larga in raccolta.Autocomplete, related, questions, People Also Ask, varianti. Più archetipi raccogli, più completa sarà la raggiera ricostruibile.
  2. Tieni tutta la coda on-topic.Anche a zero ricerche. Togli solo gli omonimi fuori tema, quello è rumore, non coda.
  3. Passa l'export intero a Querymantic.Coda compresa. Niente prefiltri per volume.
  4. Leggi il Fan-Out Radar.Estrai i gatekeeper e gli archetipi di domanda mancanti: è la lista vera di cosa coprire.
  5. Struttura l'articolo sulla raggiera.Ogni gatekeeper diventa una sezione o un paragrafo in forma da citazione, mai una scaletta intorno a una sola keyword di testa.
  6. Rifinisci e chiudi i buchi.Citation Grid per la forma da citazione, Entity Web per le entità che ancora non possiedi.

Da tenere a mente

Consigli pratici
Non prefiltrare per volume. La coda a zero ricerche pertinente al tema porta il segnale del fan-out, e va tenuta.
Non confondere pulizia e potatura. La pulizia toglie gli omonimi fuori tema, la coda on-topic si tiene tutta.
Dai la serie mensile a Demand Pulse. Con --series classifica il trend, senza torna unknown e non è un bug.
Per Click Ceiling porta CTR e feature SERP. Senza, lavora coi default e la banda resta generica.
Accendi Live Wire solo con i dati veri. Export di Search Console o citazioni osservate in mano, mai prima.
Apri sempre run.json. Ogni input ha la sua impronta sha256 e ogni numero risale alla riga che lo ha prodotto.

Limiti dichiarati

Cosa Querymantic non fa

Onestà di metodo

I numeri della raggiera sono un modello deterministico del fan-out, calcolato dal corpus. Non sono il fan-out reale osservato da ChatGPT o da una AI Overview. Sono una stima che regge alla riprova, con i suoi parametri dichiarati, e come stima vanno trattati. Mai presentarli in un articolo come fatti certi sparati dal motore AI.

Il conteggio delle sotto query per cluster è un tetto configurabile, etichettato come stima secondaria, non come dato di un motore di ricerca.

Un formato di output senza la sua libreria opzionale viene saltato e registrato, mai prodotto finto. Quello che la guida documenta funziona, il resto vive nella roadmap come tale.

Sprint 2

La parte tecnica

Qui si apre il cofano. Struttura di run.json, gli slot dei moduli, l'ordine giusto delle lenti, le opzioni avanzate della riga di comando e il manifesto di provenienza che tiene onesti i numeri. Serve se vuoi pilotare Querymantic a mano o capire da dove esce ogni cifra.

Lo stato unico

Dentro run.json

Ogni run scrive un solo file, run.json, ed è la fonte di verità di quell'analisi. Ha tre chiavi al primo livello, e ognuna ha un compito preciso.

{
  "querymantic": { versioni, impronta degli input, moduli girati },
  "engine": { analisi del motore vendorizzato },
  "modules": { uno slot per ogni modulo che ha girato }
}

La chiave querymantic

È l'anagrafe della run. Contiene schema_version e plugin_version, il momento di generazione, la lista degli input e soprattutto input_hash, l'impronta sha256 dei file di partenza. Cambi un file di input, cambia l'impronta: è così che ogni risultato resta riproducibile e verificabile.

La chiave engine

L'analisi del motore keyword-intelligence vendorizzato. Qui vivono i campi stabili su cui tutto poggia: il riepilogo del corpus, le metriche e i punteggi per keyword, i cluster topici e i gap. Il motore risponde a una domanda: quale domanda esiste e com'è strutturata.

La chiave modules

Uno spazio per ogni modulo. Ognuno legge lo stato, scrive il proprio slot e non tocca quello degli altri. Gli slot disponibili sono otto, nell'ordine in cui ha senso eseguirli.

language_layer // rilettura della lingua e dell'intento (italiano)
entity_web // grafo delle entità, possedute e domandate
fan_out_radar // copertura della raggiera, gatekeeper, archetipi
demand_pulse // trend e stagionalità dalla serie mensile
citation_grid // prontezza alla citazione AI, per cluster
click_ceiling // banda di clic conquistabili
live_wire // dati osservati, opt-in
output_forge // deliverable brandizzati

I moduli in fila

L'ordine dei moduli conta

I moduli si scelgono con --modules e girano nell'ordine in cui li elenchi. L'ordine pesa: alcuni moduli leggono il lavoro di altri, quindi se li metti storti leggono dati grezzi al posto di quelli corretti.

Due dipendenze da rispettare

Su un export italiano, language_layer va elencato per primo, prima delle lenti di analisi, così tutti gli altri leggono lingua e intento già corretti.

Poi entity_web va prima di fan_out_radar: il Radar usa il grafo delle entità quando c'è, e funziona comunque anche senza, in forma ridotta.

Un ordine completo e sicuro su corpus italiano, come lo suggerisce lo stesso codice del modulo:

python scripts/querymantic_run.py run --inputs esport/ --output run.json \
  --modules language_layer entity_web fan_out_radar citation_grid click_ceiling

Se non passi --modules, gira l'insieme predefinito. Lo elenchi solo quando vuoi un sottoinsieme o un ordine tuo.


Le leve

Opzioni della riga di comando

Tre sottocomandi, run, forge e validate. Le opzioni che contano, raggruppate per cosa fanno.

Ingresso e analisi (run)

--inputscartella o file CSV/TSV da analizzare.
--outputdove scrivere run.json.
--modulesi moduli da applicare, nell'ordine dato.
--labelun'etichetta per riconoscere la run.

Strategia di domanda

--client-domainattiva la gap analysis contro il dominio del cliente.
--brand-listsepara la domanda brand da quella non brand.
--seriesporta la serie mensile, necessaria a Demand Pulse per classificare il trend.
--seozoom-yearaggancia l'anno alle colonne mensili di un export SeoZoom, così i periodi diventano date vere. Senza, restano etichette neutre, perché l'anno non si inventa.
--livewireaccende Live Wire, l'unico modulo che guarda dati osservati. Spento di default.

Consegna (forge)

--formatsquali deliverable rendere: html, pptx, docx, xlsx.
--outla cartella di destinazione degli artefatti.
--brandil file di brand con cui colorare e marcare gli output.

Ogni sottocomando con --help mostra la lista completa. Un formato senza la sua libreria opzionale viene saltato e registrato, mai prodotto finto.


La prova della prova

Leggere il provenance

Accanto agli output di esempio vive un manifesto, _provenance.json. Serve a una cosa sola: impedire che gli output committati come prova invecchino in silenzio quando cambia il codice che li genera. È la guardia che tiene onesta la guida stessa.

Ha tre parti, tutte leggibili a occhio.

artifactslo sha256 di ogni file di output considerato prova.
sourceslo sha256 di ogni sorgente che determina quei byte: il codice dei moduli, il motore, i campioni di input, il gazetteer, il template di brand, la versione del plugin.
perimeterla dichiarazione esplicita di cosa è dentro e cosa è fuori, con la motivazione scritta voce per voce.

Il limite, dichiarato per iscritto

Fuori dal perimetro stanno l'interprete e il sistema operativo, perché un OS o un Python diverso può riprodurre gli stessi numeri con differenze all'ultimo bit dei decimali, e un controllo sui byte le segnerebbe come errori. Per questo il manifesto firma le sorgenti, non i byte di output tra piattaforme diverse.

Le librerie terze che rendono i byte, come quelle per pptx e xlsx, entrano nel perimetro tramite i loro pin dichiarati: un cambio di versione fa scattare la guardia. Resta un solo varco, nominato apertamente nel manifesto: un ambiente le cui versioni installate divergono dai pin può cambiare i byte senza muovere alcuna firma di sorgente. Lo copre, su richiesta, il controllo --check-committed nell'ambiente locale fissato.


Il filo conduttore

Perché è costruito così

Una sola idea tiene insieme tutto. Il motore dice quale domanda esiste e com'è fatta. I moduli dicono cosa farne. Lo stato unico, run.json, lega i due, e ogni modulo è un passo puro: legge lo stato, scrive il proprio slot, non tocca altro.

Il determinismo è imposto in integrazione continua: stesso input, stesso output, byte per byte, su Python 3.10 e 3.12. Da qui viene la promessa che fa da spina dorsale a Querymantic, e che adesso sai verificare con le tue mani aprendo run.json e seguendo le impronte.

Cosa portarti via

Il filo, adesso in mano tua

La ricerca keyword a clic ha smesso di bastare. I motori di risposta scompongono ogni domanda in una raggiera di sotto query, e la pagina che vince è quella che copre la raggiera. Querymantic la rende visibile, offline, con ogni numero che torna alla sua riga.

Da qui la pratica è semplice. Getti la rete larga, tieni la coda intera, leggi i gatekeeper del Fan-Out Radar e ci costruisci sopra la struttura del contenuto. I numeri che ottieni restano un modello, con i loro parametri dichiarati, e questo ti tiene onesto quando scrivi. Lo Sprint 2 ti ha dato le leve per pilotare il tutto a mano e per controllare ogni cifra da te.

Questo Blueprint è un punto di partenza da piegare al tuo lavoro. Provalo su un export vero, apri run.json, segui le impronte. La domanda che nessuno digita è lì, e adesso sai dove guardare.

Demand intelligence. Offline. Provable.